Traffic shaping
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Il traffic shaping è formalmente un metodo di gestione (e controllo) di una rete informatica attuato dall'amministratore nel caso di una LAN, e dall'ISP nel caso di una fornitura ADSL (o di altri tipi di servizi). "Shaping" in inglese significa letteralmente "plasmare", "dare forma" e da questo si evince che chi attua traffic shaping lo fa per plasmare appunto la propria rete secondo determinate regole.
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Significato in ambiente file sharing
Nell'ambito di una rete peer-to-peer dedicata al file sharing il traffic shaping è la metodologia praticata dall'ISP al fine di limitare o bloccare interamente la fruizione dei servizi peer-to-peer.
Motivazioni
Si possono individuare due motivazioni che spingono l'ISP a tale pratica:
- Di tipo legale: sotto la pressione di enti pubblici e non un determinato ISP può decidere di limitare o bloccare il traffic shaping perché può costituire un veicolo di scambio di dati illegale (dati coperti da copyright); così facendo l'ISP cerca di limitare la propria responsabilità nel caso in cui venissero commessi illeciti attraverso le sue infrastrutture.
- Di tipo pratico: il provider non può soddisfare un ingente traffico avendo esso una banda limitata rispetto al numero complessivo di utenti. Spesso ciò accade perché il datore di servizi *DSL non possiede le linee sulla base delle quali accende il contratto con l'utente finale, dovendo perciò ricorrere alla locazione della banda da parte del fornitore "principale".
Metodi di funzionamento
Non si conoscono di preciso i metodi con cui gli ISP praticano il traffic shaping. Esistono due teorie riguardo i metodi di intercettazione del traffico proveniente dal file-sharing:
- C'è chi suppone che la distinzione tra servizi normalmente presenti in Internet (come http, FTP, mail, ...) e traffico peer-to-peer risieda proprio nell'individuazione del protocollo usato per la trasmissione dei pacchetti.
- C'è invece chi afferma che l'intercettazione sia dovuta alla differenza di tempo che intercorre tra l'invio di un pacchetto e l'invio del successivo.
Solitamente comunque il traffic shaping è attuato ritardando l'arrivo dei pacchetti, con il reset o con il blocco totale del flusso di dati.
Possibili rimedi
Non esiste un metodo preciso per eludere i controlli dell'ISP. Spesso si ricorreva alla criptazione anche forte dei pacchetti, ma sembra che i moderni metodi di traffic shaping si basino su altre metodologie oltre alla mera individuazione del protocollo, che quindi consentirebbero al provider di superare questi ostacoli. In tal modo sembrano non esistere metodi risolutivi per chi è affetto da traffic shaping.
Esistono tentativi di studio del fenomeno da diverse parti in modo da poter contrastare tale pratica (vedi Gemini Project o il recente plug-in di Azureus).
Critiche da parte della comunità file-sharing
- Molto spesso, pur non essendo garantita una banda minima, i gestori di servizi *DSL non citano il traffic shaping nel loro contratto, attivandolo spesso dopo l'accensione del contratto.
- L'ideologia che sta alle spalle del traffic shaping è quella di dare maggiore importanza ai contenuti più richiesti o comunque ritenuti più vitali o importanti, ma è una discriminazione che viene dall'alto in quanto non è stato l'utente a decidere cosa per lui deve occupare più risorse o per lo meno molto spesso cioè che il provider decide non coincide con le aspettative dell'utente.